Gruppo cineforum on-line

Eccoci per proporvi il titolo di questa settimana:”La quinta stagione”.Cosa succederebbe se la natura non desse più i suoi frutti? Come reagirebbe la gente?
Vi ricordiamo inoltre che domani pomeriggio sulle pagine della stella nera e della gatta nera uscirà la prima trasmissione:”40 minuti in quarantena”, per liberare spazi nella rete con musica, contributi artistici e interventi.
***Chiediamo a tutti/e di lasciare un commento dopo la visione, uno spunto di riflessione, un’analisi. E’ uno dei modi che abbiamo elaborato per continuare a costruire libera cultura collettiva in periodo di quarantena.***
***Il commento lo potete lasciare direttamente sotto questo post per avere un’unica bacheca di discussione del singolo film***
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Ma passiamo al film di questa settimana:
Qui il link per vederlo gratuitamente –> https://supervideo.tv/e/cc6yhsjwdz5h

***La quinta stagione (La Cinquième Saison) è un film del 2012 scritto e diretto da Peter Brosens e Jessica Woodworth.

In un villaggio delle Ardenne vive una piccola comunità rurale i cui abitanti si affrettano ad allestire i preparativi per il festeggiamento della fine dell’inverno con il consueto falò annuale. Da poco nella cittadina si sono trasferiti Pol, un apicoltore itinerante, e suo figlio disabile Octave, i quali si stabiliscono in una roulotte accanto al bar del villaggio. L’allegria dei festeggiamenti si smorza quando all’accendere il falò per cacciare lo Zio Inverno, il rogo non prende fuoco. L’episodio getta un’ombra di morte sul paesaggio rurale che, sotto lo sguardo impotente della comunità, si riduce in breve tempo a una terra desolata.
In primavera, il ciclo della natura è sconvolto: le api di Pol scompaiono, il terreno è sterile e gli alberi cadono a terra. I galli si rifiutano di cantare e le vacche non producono latte. La situazione è diffusa ovunque, non solo nel villaggio, e all’esercito viene assegnato il compito di radunare tutto il bestiame presente sul territorio. I paesani, sempre più annichiliti dalla disperazione, fanno ricadere la colpa sull’ultimo arrivato, ovvero Pol, e ignorano il consiglio dell’apicoltore che saggiamente vorrebbe dividere le scorte di cibo rimaste in modo da garantire la sopravvivenza di tutti.

Un venditore ambulante di fiori di plastica passa per il villaggio portando un’effimera gioia. I rapporti umani si sgretolano e le anime sono alla deriva.

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